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Suggerimenti pratici per proteggere il dorso dei tuoi libri e prevenire danni

Un libro posato in piano in una borsa, bloccato tra una borraccia e un mazzo di chiavi: in pochi tragitti, il dorso si…

Femme protégeant la tranche d'un livre relié avec une housse transparente à son bureau en bois

Un libro posato a piatto in una borsa, bloccato tra una borraccia e un mazzo di chiavi: in pochi tragitti, il dorso si deforma, la costa si screpola, i quaderni iniziano a disunirsi. La costa è la zona più esposta di un’opera perché concentra le sollecitazioni meccaniche della rilegatura e raramente è protetta solo dalla copertina. Preservare questa parte richiede gesti precisi e materiali adatti, non semplicemente buon senso.

Materiali di protezione per la costa: cosa funziona e cosa evitare

Si trovano sul mercato nastri adesivi detti “di protezione per libri”, pellicole plastiche autoadesive e bande in tessuto. Non tutti sono uguali, e alcuni aggravano i danni a lungo termine.

Il punto di partenza è la composizione della pellicola o del nastro. Il poliestere, il polietilene e il polipropilene senza additivi sono i materiali raccomandati per un contatto prolungato con la carta e la rilegatura. Il PVC, invece, rilascia acidi nel tempo. Ingiallisce la costa, indebolisce la colla e può attaccarsi ai quaderni interni.

Si trovano anche nastri adesivi di rinforzo (tipo nastro adesivo trasparente largo) venduti in cartoleria. Sono utili per un manuale scolastico che si vuole mantenere per un anno, ma su un’opera a cui si tiene, il residuo di colla finisce per segnare la tela o il cartone di copertura. Quando si cercano consigli per la costa di un libro orientati alla conservazione, la regola è semplice: tutto ciò che si attacca direttamente sulla rilegatura è da escludere per una conservazione duratura.

  • Pellicole in polipropilene non acido: flessibili, riposizionabili, compatibili con le rilegature incollate e cucite.
  • Bande in tela di cotone neutro: da annodare o fissare con una patta, adatte ai formati brossurati spessi.
  • Custodie rigide in cartone non acido: proteggono la costa e i piatti simultaneamente, da privilegiare per opere antiche o di valore.

Uomo che ripara e protegge la costa di un libro tascabile usurato con nastro adesivo speciale per libri

Stoccaggio verticale e sollecitazioni meccaniche sulla rilegatura

La costa non si danneggia solo durante il trasporto. Un libro mal posizionato su uno scaffale subisce una deformazione lenta ma costante. Quando un’opera pende per mancanza di vicini che la sostengano, la gravità tira sul dorso. I quaderni scivolano verso il basso, la cuffia superiore si stacca e la costa si incava.

Un libro deve essere mantenuto in verticale, stretto senza eccessi tra due volumi di dimensioni comparabili. Se lo scaffale non è pieno, si utilizza un reggilibro per evitare l’inclinazione. I pareri variano su questo punto, ma un bloccaggio troppo stretto può anche comprimere la costa e segnare la tela di copertura.

Il caso dei formati grandi e dei libri pesanti

Le opere oltre un certo peso (libri d’arte, atlanti, enciclopedie) non sopportano lo stoccaggio verticale prolungato. La massa del blocco di pagine deforma la rilegatura per trazione. Si ripongono a piatto, impilati per tre o quattro al massimo, facendo attenzione che le coste rimangano accessibili e non compresse contro una parete.

Per questi formati, una custodia in cartone rigido non acido è la protezione più efficace. Distribuisce la pressione, impedisce alla polvere di infiltrarsi nel dorso e limita l’attrito tra i piatti.

Umidità e temperatura: proteggere la costa dall’ambiente

La costa di un libro è il principale punto d’ingresso dell’umidità ambientale. I quaderni, esposti su questo lato, assorbono l’acqua presente nell’aria. La colla di rilegatura si ammorbidisce, la carta si gonfia e possono apparire muffe tra le pagine.

La stabilità dell’ambiente conta più di un valore ideale isolato. Un libro riposto in una stanza la cui temperatura e umidità oscillano fortemente (garage, soffitta, cantina) si degrada molto più rapidamente di un libro conservato in una stanza modesta ma stabile. Si evitano i muri esterni, i radiatori, le tubature e i pavimenti in cemento grezzo.

La trappola del contenitore ermetico

Riporre un libro in un sacchetto di plastica sigillato sembra logico per proteggerlo dall’umidità. Spesso è controproducente. Un contenitore chiuso intrappola l’umidità residua contro la costa e le copertine. Se il libro non è perfettamente asciutto al momento del riponimento, l’acqua rimane intrappolata e accelera il degrado.

La soluzione: scatole o custodie che limitano la polvere e i parassiti lasciando circolare un minimo d’aria. I cartoni di conservazione con coperchio non sigillato svolgono questo ruolo.

Assortimento di libri protetti con diverse metodi di protezione della costa visti dall'alto

Reagire quando la costa è già danneggiata: stabilizzare prima di riparare

Un libro la cui costa ha preso acqua o il cui dorso si sta staccando richiede un intervento misurato. Il riflesso comune, forzare l’apertura per controllare lo stato delle pagine o passare un asciugacapelli sul dorso umido, aggrava sistematicamente i danni.

  • Sostenere il volume da sotto con un supporto rigido per evitare che il blocco di pagine si stacchi ulteriormente.
  • Non separare le pagine incollate tra loro: la carta umida si strappa al minimo sforzo.
  • Evita qualsiasi fonte di calore concentrato (asciugacapelli, radiatore, sole diretto) che contrae la colla e deforma il cartone.
  • Il congelamento può servire come misura temporanea per un libro molto bagnato, il tempo di organizzare un’asciugatura controllata.

La priorità è stabilizzare l’opera, non ripararla immediatamente. Un libro umido posato a piatto, leggermente aperto in una stanza ventilata a temperatura stabile, ha buone possibilità di ritrovare una costa funzionale senza interventi pesanti.

Per le rilegature antiche o le opere di valore il cui dorso è staccato, un passaggio da un rilegatore-restauratore rimane l’unica opzione affidabile. Incollare da soli con una colla inadeguata (tipo colla bianca vinilica spessa) irrigidisce il dorso e impedisce al libro di aprirsi correttamente.

Proteggere la costa di un libro significa innanzitutto scegliere i materiali giusti a contatto con la carta, mantenere un ambiente stabile e resistere alla tentazione di rinchiudere o riscaldare un’opera indebolita. Questi gesti richiedono poco tempo, ma fanno la differenza tra un libro che dura decenni e un altro che si sfalda dopo pochi anni.

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